L’Italia si prepara a una mobilitazione generale pro Gaza
Un venerdì, nero, quello che si prospetta domani per gli italiani, con buona parte dei lavoratori del Paese che aderiranno allo sciopero generale inetto dalle sigle sindacali per la causa di Gaza. Il Ministro dei Trasporti, Salvini durante il Consiglio dei Ministri di questo tardo pomeriggio ha chiesto all’esecutivo di adottare provvedimenti nei confronti di chi creerà disservizi. Il Garante ha tacciato l’iniziativa per non aver rispettato i dieci giorni di preavviso. Sull’altro fronte il segretario generale della Cgil, Landini, preannuncia ricorso al tribunale del lavoro contro la delibera del Garante, appellandosi all’articolo 2 della Costituzione italiana. La premier Meloni, parla di manifestazione politica e della stranezza di uno sciopero di venerdì. Ora con tutto il rispetto e l’attenzione che meritano i fatti di Gaza, sorge spontanea la domanda cosa c’entra l’articolo 2 della Costituzione Italiana con Gaza? Che beneficio avranno i palestinesi dallo sciopero generale italiano? Cosa produrrà a livello pratico nel contesto internazionale la mobilitazione? Saranno gli italiani a pagare, sulla propria pelle, lo scotto dei disservizi che lo sciopero produrrà? Come diceva il principe della risata, Totò, che principe lo era per davvero: “siamo uomini o caporali?”. Ai posteri l’ardua sentenza.
