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Interno di famiglia: squallori e risate nel dramma di Mattia Torre

al Teatro Vascello di Roma dal 27 Febbraio al 3 Marzo, con i bravissimi Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e con Giordano Agrusta.La scena illuminata accoglie il numeroso pubblico del Vascello. Un grande tavolo di legno con tre sedie sul quale pende un salame appeso ad una corda, una cucina economica dove bolle una pentola, una cassapanca, un inginocchiatoio in proscenio e in alto un orologio a cucù. Pochi elementi, sapientemente studiati per creare un interno familiare che si rivelerà tragico e comico allo stesso tempo.Una famiglia ristretta – madre, padre e figlio – che vive in una valle isolata, avvolta dal silenzio e lontana dal mondo diventa metafora di malesseri universali e frustrazioni nelle quali possiamo riconoscerci. Ognuno dei personaggi cova nel proprio cuore dolore e rabbia per l’altro, sentimenti che emergono prepotenti come urgenze da esprimere. La storia ruota attorno all’’attesa agitata e timorosa per l’arrivo di un ospite illustre e forse anche sua moglie, da accogliere con il massimo riguardo, perché questi dovrebbe fare qualcosa per la famiglia, e per tale ragione si sta preparando una cena pantagruelica.L’eco distorto di violenza e disperazione che regnano nella casa, racconta le grettezze e cattiverie che si consumano lontano da sguardi indiscreti. La valle, remota e isolata, dovrebbe essere il rifugio sicuro dalla frenesia del mondo esterno, ma questa in realtà nasconde oscure ombre; e le radici di questa famiglia affondano in un terreno di profonda ignoranza e tradizione, dove regna la violenza, tramandata di generazione in generazione, divenuta un retaggio intollerabile. Si dialoga in un dialetto intenso e talvolta incomprensibile, che ricorda forse il siciliano, il sardo o il napoletano, ricco di parole inventate e sempre evocative. Dettagli di una famiglia isolata, fuori dal tempo: un cellulare nascosto tra le noci, simbolo di un mondo che deve restare fuori. Sono solo loro la “famigghia”, unita e solida nel bene e nel male. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi, litigano, si odiano.

Bravissimi e talentuosi gli interpreti: Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e Giordano Agrusta, i quali hanno esaltato il potere del testo con tutti gli strumenti dell’attore: la voce, il corpo e la mimica del volto, in modo straniante e sempre originale, riuscendo a comunicare emozioni e sfumature anche senza pronunciare parole. Il pubblico ride, ma è una risata amara che nasce dalla consapevolezza che queste inquietanti dinamiche familiari dei tre parlano del nostro presente. Mattia Torre dipinge l’Italia intera, chiusa in sé stessa, accomunata non di certo dall’affetto o dall’appartenenza ma dal caso, dalla precarietà. Uno spettacolo da non perdere per apprezzare ancora di più uno dei talenti della drammaturgia italiana contemporanea, Mattia Torre, sempre spiazzante, ironico e inatteso.

Angela Giassi