“Loro” di Sorrentino e il racconto del berlusconismo: il film e l’incontro con Marco Travaglio a “Schermi di Piombo”
Lo scorso 30 giugno, nell’ambito della manifestazione Schermi di Piombo, è stato proiettato Loro, il film di Paolo Sorrentino uscito nel 2018, opera che fin dalla sua uscita ha diviso pubblico e critica.
La pellicola è un ritratto romanzato di Silvio Berlusconi e si concentra su uno dei periodi più delicati della sua parabola politica e personale. La vicenda è ambientata negli anni in cui il leader di Forza Italia si trovava all’opposizione, mentre il suo impero mediatico e la sua immagine pubblica erano messi alla prova da una serie di vicende che avrebbero segnato profondamente la cronaca politica italiana: dalle cosiddette “cene eleganti” al caso Ruby, fino alla separazione dalla moglie Veronica Lario.
Il film si apre con il personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio, chiaramente ispirato all’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Attraverso feste, relazioni e un sottobosco di aspiranti soubrette e procacciatori, il protagonista riesce progressivamente ad avvicinarsi al Cavaliere, organizzando incontri con numerose giovani donne. Tra queste, una ragazza rompe gli schemi e affronta Berlusconi con parole dure, definendolo un uomo profondamente solo, in una delle sequenze più significative del film.
Accanto a Scamarcio spicca l’interpretazione di Fabrizio Bentivoglio, che dà vita a un personaggio ispirato a Sandro Bondi, figura centrale nella rappresentazione della corte che circonda il leader politico.
Il ritratto costruito da Sorrentino è quello di un uomo circondato da collaboratori e cortigiani, in un ambiente dominato dall’opportunismo, dal potere e dalla ricerca del consenso. Più che una biografia tradizionale, Loro propone una riflessione sul rapporto tra potere, immagine e solitudine.
Tra le scene più intense vi è anche quella che vede protagonista il cantautore Fabio Concato, nel ruolo di sé stesso. Nel tentativo di riconquistare Veronica, Berlusconi organizza infatti un’esibizione privata sulle note di Domenica Bestiale, brano simbolicamente legato agli inizi della loro storia d’amore.
L’intervento di Marco Travaglio
Al termine della proiezione si è svolto un incontro con il giornalista Marco Travaglio, che ha ripercorso alcune delle principali tappe della carriera politica e imprenditoriale di Silvio Berlusconi.
Con il suo consueto stile, caratterizzato da rigore documentale e ironia, Travaglio ha sostenuto che l’ascesa del fondatore di Forza Italia sia stata favorita non soltanto dalle sue capacità imprenditoriali, ma anche da una rete di relazioni politiche, economiche e giudiziarie che, negli anni, sono state al centro di numerose inchieste e processi.
Il giornalista ha ricordato anche il volume Berlusconi. Inchiesta sul Signor TV, uno dei primi libri dedicati ad analizzare criticamente la figura dell’imprenditore milanese, soffermandosi poi su alcune delle vicende giudiziarie più note che hanno interessato il leader di Forza Italia.
Tra gli argomenti affrontati figurano il rapporto con Marcello Dell’Utri, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, il ruolo di Vittorio Mangano, assunto come stalliere nella villa di Arcore e successivamente condannato per associazione mafiosa, nonché il caso della cosiddetta “Ruby Rubacuori”, vicenda che diede origine a uno dei processi più discussi della storia politica italiana.
Travaglio ha ricordato anche le dichiarazioni rese negli anni da Veronica Lario, che prese pubblicamente le distanze dal marito dopo gli scandali che coinvolsero la sua vita privata.
Secondo il giornalista, uno degli aspetti più rilevanti delle cosiddette “cene eleganti” non riguardava soltanto la loro natura, ma la potenziale esposizione del presidente del Consiglio a possibili ricatti, favorita dalla diffusione di fotografie e video realizzati durante quegli incontri.
Il confronto con Chiara Francini
All’incontro ha partecipato anche l’attrice e scrittrice Chiara Francini, che ha proposto una lettura in parte diversa del fenomeno Berlusconi.
Pur riconoscendo le criticità emerse durante gli anni dei governi guidati dal Cavaliere, Francini ha sottolineato come una parte del dibattito pubblico sia stata spesso influenzata anche dalla forte personalità del leader di Forza Italia, dalla sua capacità comunicativa e dal consenso raccolto nel mondo dell’impresa e dello spettacolo.
Il dibattito sul berlusconismo
Nel corso dell’incontro Travaglio ha infine ripreso la metafora della “rana bollita”, utilizzandola per descrivere quello che, a suo giudizio, sarebbe stato un progressivo cambiamento culturale del Paese durante gli anni del berlusconismo.
Secondo questa interpretazione, il sistema di valori promosso da Berlusconi avrebbe progressivamente modificato il linguaggio e la percezione dell’etica pubblica, contribuendo a normalizzare atteggiamenti che fino ai primi anni Novanta sarebbero stati considerati incompatibili con la vita politica.
La proiezione di Loro e il successivo dibattito hanno così offerto al pubblico l’occasione per riflettere non soltanto sulla figura di Silvio Berlusconi, ma anche sul modo in cui il cinema e il giornalismo affrontano uno dei personaggi più discussi della storia italiana contemporanea. Due linguaggi differenti, accomunati dalla volontà di interrogarsi sull’eredità politica, culturale e mediatica lasciata dal leader di Forza Italia.
Marco Zucchi
