Politica

Centrodestra e candidati visti da editorialisti e ‘quotidiani’

Fratelli d’Italia  al 20 per cento, primo partito; e il centrodestra unito pronto a prendersi importanti città alle prossime amministrative stimolano negativamente   opinionisti ed editorialisti.

Il“Foglio” sferra attacchi ad alzo zero alla coalizione di centrodestra. Significativo il titolo del quotidiano di Claudio Cerasa: ‘Una destra da vaccinare’. Obiettivo dichiarato: l’inadeguatezza della sua classe politica’.

Una classe dirigente senza idee, senza orizzonti, senza prospettive, senza visione, inadatta a mediare; incapace di fare sintesi, decisa a farsi guidare dai propri follower senza provare minimamente a guidarli e desiderosa infine di presentarsi di fronte agli elettori con il profilo incosciente di chi è pronto a rinunciare a ogni principio di responsabilità pur di raggranellare un voto in più. 

Il Foglio denigra  candidati, programmi, visioni. “E’ difficile far finta di niente di fronte ai profili scelti dal centrodestra per provare a vincere in tre città importanti come Roma, Napoli e Milano”. Che sarebbero “scandalosi” secondo l’analisi. Che ridicolizza il candidato a sindaco di Milano Luca Bernardo, “reo” di avere consigliato  di vaccinarsi: “ma siccome sono un uomo della libertà ognuno facesse un po’ come vuole e se qualcuno non vuole vaccinarsi nessun problema tanto ci penseranno i vaccinati a proteggere i non vaccinati”.  Insomma, c’è chi ha orrore delle coercizioni,  chi dubita e si pone domande, lasciando facoltà di decidere singolarmente alle persone. Ma per il Foglio questa non è libertà.

Si sfoga anche contro Michetti, contro il quale il linguaggio fiorito va sempre bene: “Il gagliardissimo Enrico Michetti, figlio non sappiamo se legittimo della Roma dei Papi, dei Cesari e dei gabbiani di Colle Oppio”. Anche lui “si è speso in prima persona per gettare dubbi e diffidenze sul green pass”. Nell’articolo non poteva mancare l’accenno al “noto virologo di nome Vittorio Sgarbi, sceso in piazza la scorsa settimana a Roma contro “la dittatura del green pass”, autorevolmente definito da Sgarbi come una “fascistata arcaica”.

Si taccia di ipocrisia il centrodestra per avere scelto a sindaco, o prosindaco, due magistrati, come Catello Maresca e Simonetta Matone, contraddicendo, secondo la filosofia dell’articolo, anni di retorica di centrodestra. Con queste scelte il centrodestra  “azzera la famigerata competenza della classe dirigente della destra”. Queste candidature hanno “qualcosa di molto nostalgico” e nasconderebbero solo la “propria incapacità di indicare un futuro”. La conclusine è inaccettabile come l’incipit: “Un centrodestra così forse è meglio perderlo che trovarlo”.

A Omnibus su la 7 ospite  Fabio Rampelli, presente in studio  anche Roberto Gualtieri, ex ministro dem e candidato a sindaco della Capitale. Michetti è la scelta vincente per governare Roma. Profilo civico e grande esperienza come amministrativista. Insomma capace di gestire le complicate procedure del Campidoglio. Rampelli, già consigliere capitolino e consigliere regionale, passa in rassegna le emergenze di Roma.  C’è tanto da fare. Sul tema dei rifiuti – dice – sarà necessario portare la raccolta differenziata al 60% in cinque anni. Realizzare nuovi impianti di trattamento per selezionate i rifiuti. E trasformarli da scarti a materia prima. E, soprattutto, attivare la quarta linea sull’impianto, già attivo, di San Vittore. “Questo obiettivi consentiranno di cambiare il volto di Roma. Non servono ulteriori inceneritori”. Parole che mettono in imbarazzo Gualtieri. Costretto a dare ragione all’avversario.

Riflettori puntati anche sull’immigrazione clandestina. “Prostituzione, spaccio e consumo di droghe, abusivismo sono fenomeni denunciati in Parlamento e segnalati al Prefetto persistenti nelle periferie. Ma anche nel centro storico”, dice Rampelli. “In particolare all’Esquilino e intorno alla Stazione Termini. Come confermato dalla maxi operazione condotta ieri dalle Forze dell’Ordine proprio in questo quadrante”. Di chi la colpa? “C’è una grande responsabilità della sinistra. Che ha governato Roma per 40 anni e in parte anche della sindaca Raggi. Uno stupido pregiudizio ideologico ha sfigurato alcuni pezzi di città”.

Ma è soprattutto sui nuovi poteri a Roma e sui finanziamenti che l’ex ministro del governo Conte ha ben poco da dire. “La Capitale deve competere con le altre metropoli europee. Ma senza risorse questo non è possibile. Fondi che dagli ultimi governi di centrosinistra non sono mai arrivati”, sottolinea il vicepresidente della Camera. “Nemmeno quando l’attuale candidato del centrosinistra in Campidoglio Gualtieri era ministro dell’Economia. Da lui solo 500 milioni di euro, che non bastano nemmeno per pagare una sola rata dei debiti – 13mld di euro – fatti fino al 2055 da Rutelli e Veltroni“.

In pratica i giornali provocano e Rampelli risponde…