Cultura

La Carta della Pace ad oltre 30 calabresi per l’opera di Alto Volontariato nel Centro Vaccinale di Rende

Saranno insigniti della “Carta della Pace” per la tutela della Memoria, dei Diritti Umani e dell’Ambiente” tutti coloro i quali hanno contribuito con la loro opera di alto volontariato a sostenere le attività di somministrazione dei vaccini presso il Centro vaccinale di Rende. Un’attività, quella di tanti cittadini volontari rivelatasi preziosa nel peggior momento della storia moderna, quello della Pandemia. La proposta è di Fabio Gallo Presidente della Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” che tra i fondatori annovera la Basilica dello Stato, la michelangiolesca chiesa delle Celebrazioni Ufficiali della Repubblica Italiana, nella Capitale, ultimo capolavoro del genio di Michelangelo. La cerimonia di consegna avverrà nella prima decade di Settembre. Ad essere insigniti del celebre riconoscimento, tutti i volontari, oltre 30, provenienti dai diversi settori del vivere civile resi disponibili dalla Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” e dalle Associazioni di Volontariato AIPD Associazione Italiana Persone Down, ANGSA Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo, “La Spiga”, Tutela CIVIUM, “IONOI”, Unione Ciechi che hanno affiancato con la loro opera di alto volontariato la Protezione Civile di Rende, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Rende e la Croce Rossa Italiana di Cosenza che ne saranno anch’esse insignite. I volontari si sono prodigati nell’opera di alto volontariato per mesi e attualmente in corso, mettendo anche a rischio la propria vita non essendo ancora, nelle prime settimane, molti volontari vaccinati ma a contatto quotidiano e costante con il virus. “Ho assistito personalmente alle complesse attività di questi straordinari cittadini – afferma Fabio Gallo – che meritano di essere ricordati dalle future generazioni per essersi trasformati in opera di alto volontariato ascoltando la chiamata del cuore ed il silenzioso urlo di disperazione dei bisognosi. Sono stato tra di loro e sono certo dei loro meriti. Gente straordinaria che mi fa sentire fiero di essere un calabrese. Nel giorno della paura, queste Donne e Uomini della provvidenza, hanno sorriso e donato conforto a decine di migliaia di cittadini aiutando concretamente a colmare il vuoto strategico mostrato dallo Stato che molte volte abbiamo visto in momenti di grande confusione. La Carta della Pace”non è una targa o una medaglia ma il riconoscimento dell’Umanità a Donne e Uomini di buona volontà che noi tutti cittadini indichiamo come esempio da seguire alle nuove generazioni – conclude Fabio Gallo“. Tra gli insigniti del riconoscimento Emily Amantea, Eleonora Cafiero, Daniela Lorusso, Anna Lia Latorre, Patrizia Pace, Concetta Barillaro, Mario Timpano, Luigi Vizza, Luana Gallo, Maria Francesca Abate, Adele Caputo, Francesca De Buono, Vincenzo Zicaro, Andrea De Rosa, Giuseppe Capalbo, Katia Spadafora, Concetta Cianni, Anna Maria Bianchi, Rosella Milano, Aida Mongiardi, Pierfrancesco Minervini, Andrea Sirangelo, Adele Gagliardi, Anna Rita Guido, Maria Chiara Lisco, Angela Minervini, Caroli Filice, Mario Giordano, Valeria Serra, Michela e Giancarlo Lovecchio, Francesco Rizzuto, Chiara Greco, Ramona Brunetti, Martina Porcaro, Sabrina Gelmo e Giovanni Gelmo, Annalisa Palermiti. Fabio Gallo ha istituito la “Carta della Pace” per la tutela della Memoria, dei Diritti Umani e dell’Ambiente il 24 luglio 2006 nella sua qualità di Direttore dell’Ufficio Cultura della Basilica dello Stato e una intensa attività a favore della Pace riconosciuta dalle alte istituzioni di Stato, dalla Farnesina, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alle Associazioni internazionali, in prima fila nel campo della tutela dei Diritti Umani, dell’infanzia e della Famiglia. Tra gli insigniti della “Carta della Pace” nei dieci anni di attività, il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo artefice del Concordato, il Sindaco di News York Rudolpf Giuliani per l’opera svolta nei giorni dell’11 Settembre, il Magistrato antimafia Nicola Gratteri, il Fisico Antonino Zichichi.