Francesca Donato lascia la Lega. “Ora comandano Giorgetti e i governatori”

In Politica by Eugenio Bernardo

Il green pass ed il vaccino sta provocando un vero e proprio terremoto nella Lega di Matteo Salvini. Francesca Donato, lady no vax e pasionara del Carroccio che in tweet scrisse “ La vaccinazione rende liberi’. Ricorda qualcosa? Ai più sbadati se serve agevolo traduzione in tedesco”, facendo un espresso riferimento, inappropriato, al motto nazista che campeggiava sul cancello d’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz, lascia la Lega.

Un fulmine a ciel sereno per un partito che rischia di logorarsi giorno dopo giorno sull’obbligo del green pass e sui vaccini. L’europarlamentare in un post spiega i motivi della sua scelta che sono un ‘j’accuse’ alla linea politica dell’ormai suo ex partito accusato di essersi trasformato in uno ‘yes man’ nei confronti delle scelte prese dal premier Mario Draghi. E non esclude una scissione nel partito.

“La mia scelta è maturata dopo mesi in cui i valori in cui credo fermamente – quelli dell’uguaglianza, della libertà individuale e della dignità umana– sono stati sempre più calpestati dai provvedimenti presi dal governo nazionale, di cui la Lega fa parte. Nonostante le rassicurazioni e le battaglie interne del nostro leader, sono passati decreti liberticidi e discriminatori che – a mio avviso – sono incompatibili con i principi fondamentali del nostro ordinamento”. E poi l’accusa più pesante allo stato maggiore della Lega ormai ‘ostaggio’ della linea del ministro Giorgetti e dei governatori del nord. “Preso atto della scelta del Segretario di permanere in questo governo qualunque atto esso compia – scrive la Donato –  assunta anche in considerazione della volontà in tal senso prevalente dei ministri e governatori della Lega, ritengo che sia oggi un fatto di coerenza con i miei valori e di rispetto per i miei elettori ma anche per i miei colleghi di partito, fare un passo indietro e smettere di farne parte”. Per la Donato, Matteo Salvini “si trova in una posizione delicata. Rappresenta un partito con diverse anime, ma c’è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del Governo Draghi. Il segretario ha cercato di dare forza a quanti come me giudicano che le decisioni sul Green Pass siano sproporzionate e inadeguate. Salvini ha dovuto mediare, ma a un certo punto si è fermato, non giudico il suo lavoro”. Insomma il segretario della Lega, secondo le parole rilasciate anche in una intervista a La Repubblica, starebbe è in minoranza, “almeno all’interno della segreteria del partito pare che sia così”. Tuttavia “non pensate che le voci contrarie alla linea pro-governo, fra gli eletti, siano sono quelle di Borghi, Bagnai o Siri. C’è un forte dissenso interno che, laddove non sarà composto, non potrà che emergere: potrà verificarsi pure una scissione. Intanto arrivano le amministrative: se non andrà bene, per la Lega, nessuno potrà dire che il problema erano i no Vax. Anzi, i governatori del Nord dovrebbero fare una riflessione in quel caso”.

Lady no vax lascia il partito ma non il seggio a Strasburgo e sembra strizzare l’occhio a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. “Resterò membro del gruppo Identità e Democrazia al Parlamento Europeo, ma rimarrò fuori da altre collocazioni partitiche per poter svolgere nella massima indipendenza e sotto la mia personale responsabilità il mio ruolo politico in difesa della minoranza degli Italiani oggi etichettati come “no-vax”, gravemente discriminati e attaccati nel nostro Paese, e di tutti coloro che credono ancora nei valori della nostra Costituzione repubblicana, che pongono al centro il rispetto dei diritti umani per tutti i cittadini”.