Auxilia Foundation presenta Gino Sambucco in ‘Fantasmagorie Visionarie’, a cura di Giancarlo Bonomo e Raffaella Rita Ferrari

In Arte e Artisti by Roberto Cristiano

 Auxilia Foundation presenta
Gino Sambucco: ‘FANTASMAGORIE VISIONARIE’
a cura di Giancarlo Bonomo e Raffaella Rita Ferrari
CIVIDALE DEL FRIULI, Monastero di Santa Maria in Valle
dal 18 settembre ai 28 ottobre 2021
Con il patrocinio del Comune di Cividale del Friuli
In collaborazione con Art-Alive di Claudio Roghi –
Eclipsis Style Project – Club per l’UNESCO di Udine Renata Capria D’Aronco
www.tipografica.it – www.lunardellivinipregiati.it
TESTI CURATORIALI
La fotografia riveste un ruolo fondamentale nell’espressività contemporanea. La sua nascita, nella prima metà dell’Ottocento, determina non solo una straordinaria rivoluzione tecnologica – con le innumerevoli applicazioni scientifiche che ne deriveranno – ma anche la profonda crisi della pittura figurativa tradizionale, dalla ritrattistica al paesaggio. Una crisi che, nel suo risvolto positivo, avrebbe generato tutta la complessa fenomenologia delle cosiddette avanguardie storiche che, a loro volta, proprio della scomposizione – per non dire demolizione – dell’oggettività avrebbero caratterizzato tutto il secolo successivo dell’arte fino ai giorni nostri. Oggi, la fotografia non è più avversaria della pittura ‘dipinta’ ma sua ideale comprimaria o, per meglio dire, alleata, al punto da costituire forma creativa a pieno titolo, al pari di un’opera convenzionale realizzata con colori e pennello. Gino Maria Sambucco, da sempre 
appassionato di montagna e di fotografia, avverte l’esigenza di portare con sé quelle sublimi visioni, quei momenti irripetibili che non possono essere solamente consegnati alla memoria ma devono per forza di cose essere documentati per coglierne gli infiniti dettagli nel tempo. Nella morfologia delle montagne scopre le curiose similitudini con l’essere umano, con la sua realtà fisica. Ecco allora che fra le pieghe delle rocce maestose, fra gli spuntoni   
e le creste, egli ritrova i profili aguzzi e rugosi di volti forse storici, forse familiari, fissati in un’immobilità che pare perpetua, oltre il tempo, oltre le intemperie, totalmente indifferenti ai corsi e ricorsi storici, noncuranti delle tragedie che affliggono l’umana, fragile, esistenza. GIANCARLO BONOMO
I risultati raggiunti da Gino Maria Sambucco, dopo un incessante attivismo nel campo della fotografia, lo vede ora soddisfare principalmente una necessità intima, non solo rivolta alla fotografia, ma incanalata anche verso una sperimentazione nel campo della digital-art. Sambucco coniuga così la sua libera interpretazione intrappolata in quei
palcoscenici vibranti che la natura gli propone, e quel mondo onirico personale, fedelmente aggrappato all’intimo immaginario, dalle connotazioni leggere e quasi fanciullesche. Pitto-grafie dai chiari e talvolta casuali effetti Pop, per certi versi, che sfondano mondi surreali e metafisici, dove una Natura imperiosa, che si fa fotografare in tutta la sua maestosa imponente bellezza, dona all’obiettivo la possibilità di catturare, attraverso la ricerca di una gamma di percezioni da figurare, il gioco, l’indagine e la futura sperimentazione. Un animo eclettico che sfrutta il tempo per
imparare ad evolversi, e affida, ad ogni suo scatto, il compito di immedesimare l’osservatore nella situazione rappresentata, creando così un ponte tra la realtà del visto e le vibrazioni più intime dell’osservato. RAFFAELLA RITA FERRARI
Biografia dell’Artista GINO SAMBUCCO
Nato a Codroipo nel 1952, coltiva da sempre la passione per la fotografia, unitamente al viscerale amore per la montagna, il soggetto prediletto della sua indagine artistica. Agli inizi degli anni ‘90 documenta gli scavi archeologici dell’antica Codroipo cui seguirà una mostra tematica al Museo Archeologico della cittadina. In seguito, nel medesimo territorio di appartenenza, realizza una sorta di catasto visivo, completo di strade, abitazioni, chiese, monumenti. Ma, fuori dal suo luogo di origine, saranno le Dolomiti bellunesi, trevigiane e friulane orientali la principale fonte dell’ispirazione più suggestiva e coinvolgente, al punto da ideare e creare, nel 2016, il gruppo culturale ‘Mitici e Dolomitici’. Dopo una fase di studi ed accurati approfondimenti, con l’acquisizione di materiale visivo confluito in un archivio personale, attua il passaggio dal realismo alla fotografia visionaria di gusto vagamente Pop. Tale fase sarà
caratterizzata da elaborazioni digitali in studio con inversioni cromatiche, effetti di sovrapposizione ed atmosfere irreali. Nella sua incessante attività di fotografo d’arte, fra le presenze espositive più recenti, nel 2017 ha partecipato a numerosi eventi fieristici, quali ArteVicenza, ArtePadova e Pordenone Arte. Nel 2019, nell’ambito di Spoleto Arte, ha conseguito il Premio Pasolini. In questo stesso anno realizza la personale ‘Oltre alla realtà, la fantasia’ presso la Milano Art Gallery, con la presentazione di Roberto Villa. Si ricordano inoltre le collettive ‘Miami meets Milano’ e, in seguito, al Palazzo Zenobio di Venezia, al Micro Arti Visive di Roma, alla Pro Biennale di Venezia curata da Salvo Nugnes e al Castello di Marostica. Ha prestato le sue immagini per la realizzazione di numerosi calendari, libri e pubblicazioni sulla montagna. Tra queste ultime, si ricorda ‘L’anima delle rocce’, curata dal fotografo ed artista Vanni de Conti. Hanno scritto di lui: Giancarlo Bonomo, Vanni de Conti, Raffaella Rita Ferrari, Salvo Nugnes, Vittorio Sgarbi, Vito Sutto