Germania. Pedofilia nella diocesi di Monaco: accuse a Papa Ratzinger

In Mondo by Eugenio Bernardo

Terremoto nella chiesa cattolica tedesca che getta fango sul Papa Emerito Joseph Ratzinger. Nel rapporto sulla pedofilia del clero reso noto oggi si legge che 497 minori sarebbero state vittime di abusi nell’arcidiocesi di Monaco di Baviera, in Germania tra il 1945 e il 2019. E diversi cardinali non avrebbero preso alcun provvedimento nei confronti dei presunti autori degli abusi. Nel rapporto Ratzinger viene accusato di comportamenti erronei in 4 casi, relativamente al periodo in cui era arcivescovo di Monaco dal 1977 al 1982. Secondo l’accusa l’alto prelato ora Papa emerito non avrebbe intrapreso nessun procedimento nei confronti di quattro religiosi accusati di abusi. In due casi si tratta di religiosi i cui abusi erano stati documentati da tribunali statali. I due preti sono rimasti attivi nella cura delle anime e non è stato intrapreso niente sul profilo del diritto ecclesiastico. Un interesse per le vittime da parte di Ratzinger, inoltre, “non è stato ravvisabile”, si legge nel rapporto. Joseph Ratzinger rimanda al mittente le accuse nei sui confronti perché, in una dichiarazione scritta, ha affermato di non aver commesso errori di comportamento per tutti i 4 casi indicati nel rapporto. Una smentita giudicata poco credibile dai legali del rapporto.

Dalla Santa Sede a difendere il Papa emerito il commento affidato alle parole del portavoce vaticano Matteo Bruni: “La Santa Sede ritiene di dover dare la giusta attenzione al documento, di cui al momento non conosce il contenuto. Nei prossimi giorni, a seguito della sua pubblicazione, ne prenderà visione e potrà opportunamente esaminarne i dettagli. Nel reiterare il senso di vergogna e il rimorso per gli abusi sui minori commessi da chierici, la Santa Sede assicura vicinanza a tutte le vittime e conferma la strada intrapresa per tutelare i più piccoli garantendo loro ambienti sicuri”. Oltre al Papa Emerito Benedetto XVI, il rapporto chiama in causa i cardinali Reinhard Marx e Friedrich Wetter.