M5S e Beppe Grillo: ‘Scordatevi il terzo mandato’

In Politica by Roberto Cristiano

Dodici virgola otto. Ogni settimana il Movimento Cinque Stelle vive  un’emorragia lenta ma  implacabile,   dice l’ultimo sondaggio Swg. Dunque più vicino al 10 che al 15

Polverizzati nelle città, distrutti al Nord e al Sud. Evaporati nel dibattito pubblico, una volta acclarato l’esaurimento della spinta propulsiva del Movimento-contro, una favola imbevuta di antipolitica finita nel nulla ma che funzionava.  

È molto difficile che la coppia scoppiata Conte-Di Maio possa raddrizzare la situazione.

Di deroga ai due mandati Grillo non ne vuole sentir parlare. Al massimo, è la linea, si può ragionare su una elezione in altri livelli istituzionali. La doccia fredda sui parlamentari M5S della prima ora arriva da Beppe Grillo, che ancora una volta si schiera dunque con Giuseppe Conte o, per lo meno, contro Luigi Di Maio, che senza terzo mandato dovrà dire addio alle Camere.

Ciò su cui al massimo si può ragionare e chiamare gli attivisti a votare, per Grillo, sarebbe dunque una rotazione fra incarichi: chi ha già fatto due mandati in Parlamento può ambire a candidarsi all’Europarlamento o ai Consigli regionali, ma non alle Camere, e viceversa.

Fra i 67 non ricandidabili su 230 parlamentari ci sono, tra gli altri, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Paola Taverna, Danilo Toninelli e Vito Crimi. Dunque, anche diversi contiani dovrebbero farsi da parte.