‘Ndrangheta: colpo a cosca Facchineri, 5 arresti nel Reggino

In Cronaca, Italia by Luca Teolato

Associazione di stampo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, traffico di ingenti quantità di stupefacente: sono le accuse mosse nei confronti di 5 pregiudicati che sono stati arrestati ai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, sulla base di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, all’esito di indagine coordinata dalla locale Dda.A carico dei 5 è stata ipotizzata dalla Dda reggina l’accusa di aver stabilmente fatto parte della cosca ‘Facchineri’, storica articolazione territoriale della ‘Ndrangheta, operante nei Comuni di Cittanova e San Giorgio Morgeto. Due di loro, inoltre, sono stati inquadrati come capi promotori del sodalizio criminale.

Le indagini, curate dalla Compagnia di Taurianova con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, sono partite dalla denuncia di un imprenditore sangiorgese, recentemente deceduto per complicanze connesse con la polmonite da covid19.L’uomo d’affari, attivo nei settori ricettivo e della ristorazione, aveva fatto rientro in Calabria dopo lunghi anni trascorsi a lavorare al nord Italia. Aveva rilevato e dato nuova vita a un ristorante di San Giorgio Morgeto, e, in seguito, aveva avanzato richiesta di gestione di un’altra struttura alberghiera sorta negli anni 2000 a Cittanova, già sottoposta a sequestro nell’aprile 2018 perché ritenuta il frutto e il reimpiego dei proventi delle attività illecita della cosca Raso-Gullace-Albanese. Poco prima di prendere in gestione entrambi gli esercizi pubblici, l’imprenditore era stato avvicinato dagli indagati che, sfruttando il grado di infiltrazione della cosca “Facchineri” nel tessuto economico di Cittanova, avevano dapprima imposto all’uomo di acquistare prodotti alimentari e bevande da una società di fatto gestita dai capi del sodalizio e, in seguito, lo avevano costretto a subire la loro “protezione” ambientale, attraverso il pagamento del “pizzo” o l’instaurazione di rapporti di assunzione del personale, soprattutto all’interno del ristorante.