Sciopero della scuola: sit in e manifestazioni in tutta Italia

In Cronaca by Eugenio Bernardo

Il personale della scuola incrocia le braccia con lo sciopero nazionale indetto da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams. Lo sciopero si svolge per l’intera giornata ed è rivolto a tutti i lavoratori in servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative italiane. Una manifestazione è in corso, a partire dalle 10.30, in Piazza Santi Apostoli. La protesta, a pochi giorni dalla conclusione dell’anno scolastico, è stata proclamata dai sindacati contro le novità in tema di formazione, reclutamento, salario e carriera varate dal governo con il Decreto Legge 36/22. Quattro le richieste principali dei sindacati al governo: stralciare dal decreto tutte le disposizioni che invadono il campo della contrattazione, dalla formazione agli aspetti economici e normativi che riguardano il rapporto di lavoro; rivalutare nel nuovo contratto le retribuzioni: più risorse nella legge di Bilancio e no a un sistema a premi per pochi; dare stabilità al lavoro e rafforzare gli organici invece che tagliarli, con un sistema di reclutamento che assicuri la copertura dei posti vacanti e preveda opportunità di stabilizzazione per i precari; riconoscere la professionalità di chi lavora nella scuola come risorsa fondamentale: mettere in sicurezza le scuole, ridurre gli alunni per classe. Come ha sottolineato Ivana Barbacci, segretaria generale di Cisl Scuola, i motivi dietro alla protesta sono molteplici. Da un lato si vuole “riaffermare il diritto del personale della scuola a un dignitoso rinnovo del contratto”, dall’altro si vuole “dire no a interventi fatti per legge su materie come la formazione in servizio e il trattamento economico, di diretto impatto sul rapporto di lavoro e quindi da disciplinare in via negoziale” 

Secondo Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil, “è arrivato il momento di dire basta a un atteggiamento del governo che è chiaramente contro gli interessi della scuola pubblica” e lo sciopero serve a protestare contro “l’idea di un sistema di reclutamento che è pensato in realtà senza tenere conto dell’interesse di chi è precario oggi per cui non si prevede nessun percorso di stabilizzazione, non si riconosce l’attività svolta, non c’è nulla di tutto quello che serve” . Il sindacato Anp dei presidi è contrario allo sciopero. “Il ritornello è il solito: stabilizzare i precari, non considerando per nulla il diritto degli alunni ad avere insegnanti migliori, più preparati, più aggiornati”, osserva Cristina Costarelli di Anp Lazio.

Nella giornata di lunedì 30 maggio sono previsti anche diversi scioperi a carattere locale nel settore dei trasporti. A incrociare la braccia per 24 ore è per esempio il personale Soc. Autolinee Toscane  Possibili disagi anche a Udine dove uno sciopero di quattro ore interessa il traporto pubblico locale urbano ed extraurbano dell’azienda Arriva Udine S.p.A. L’agitazione è prevista dalle 17.00 alle 21.00.