Villaggi sostenibili per garantire un futuro ai bambini disabili: l’idea ‘rivoluzionaria’ di Katia Zaffini e Maurizio Ricciardelli

In Cronaca, Società by Eugenio Bernardo

A Gradara nascerà il primo centro pilota per soddisfare i bisogni e le necessità delle famiglie che si rispecchiano nella legge ‘dopo di noi’. Il progetto si chiama “Adesso e dopo di noi” e l’obiettivo minimo è di crearne almeno altri 30 entro la fine di quest’anno. L’idea nasce dalla sensibilità e dalla caparbietà di Katia Zaffini e di Maurizio Ricciardelli per far nascere in Italia una filiera solidale e sociale a supporto dei bambini ed adolescenti con disabilità. L’idea è semplice: far nascere dei villaggi primo nucleo di una comunità solidale supportata da persone che sosterranno il progetto con la propria attività e con donazioni. Nulla sarà lasciato al caso: dalla scelta del personale, ai macchinari per diagnostica e terapia di ultima generazione, passando attraverso professionisti a capo dei vari Dipartimenti e per finire alle attrezzature affinché queste ragazze e questi ragazzi possano imparare un’attività o più attività lavorative. E non mancheranno eventi di ‘sensibilizzazione’ nelle principali città italiane. Anima di questo importantissimo progetto è Katia Zaffini, artista e imprenditore, che si definisce “come una stilista, che disegna un modello e poi si affida a modellisti, sarte, produttori e commercianti per ottenere il prodotto finito e fruibile”. Ed in questo caso il prodotto finito si chiama futuro per bambine e bambini affetti da disabilità. “Prima del Covid avevo pensato a come sviluppare un’idea progettuale che potesse dare l’opportunità di vivere una vita dignitosa a tutti coloro che hanno delle disabilità più o meno gravi sostenendo attivamente loro e le proprie famiglie, facendo qualcosa di concreto subito e non ipotizzando un domani solo a parole”, dice Zaffini.

 “Nell’ottica della legge ‘dopo di noi’ del 2016, legge che fa riferimento a rendere autonomi questi figli disabili ma che dovranno acquisire una discreta autosufficienza mettendo in conto che i genitori un giorno non ci saranno più ci siamo posti una domanda molto semplice ma allo stesso tempo difficile, dura: chi si occuperà di loro?”. Ed ecco la risposta: per questi bambini ed adolescenti saranno realizzati “villaggi costruiti con tecnica passiva, avvalendoci della legge della comunità energetica, affinché le fonti alternative possano produrre per il sostentamento del villaggio stesso e tutto ciò che è eccedente della produzione energetica-termica sarà venduto al mercato”. Ma non solo: tutto ciò che sarà realizzato nei laboratori e nelle serre sarà venduto a kilometro zero.

“Grazie all’aiuto di mio marito Maurizio sarà creata un’equipe di professionisti che operano nei settori più svariati con vari ruoli per far conoscere questo progetto di solidarietà anche attraverso la Fondazione GIS che Presiede: bisogna sensibilizzare e far conoscere questo mondo per coinvolgere quante più persone possibili. Dobbiamo garantire un futuro a questi giovani”. E si parte da Gradara. “Con l’aiuto prezioso di Maurizio (Ricciardelli ndr), ad amici e imprenditori e soprattutto al Sindaco di Gradara Filippo Gasperi, persona altamente sensibile all’argomento ha preso vita in questa bellissima cittadina l’idea di individuare un’area su cui realizzare un villaggio che possa accogliere una trentina di famiglie che vivono con persone, figli, che hanno delle disabilità”. Grazie a questa iniziativa il disabile inizia a costruirsi un futuro, avendo il sostegno di uno staff di professionisti specializzati in tre macro aree: sanità, didattica arti e mestieri. “Adesso’ è il momento di dare inizio a tutto questo, affinché possiamo garantire il ‘dopo di noi’ con serenità e successo. Dobbiamo garantire un futuro a questi giovani”, è l’appello finale di Katia Zaffini.