Silvio Berlusconi tra Draghi e l’idea di un centrodestra a trazione ‘centrista e moderata’

In Politica by Roberto Cristiano

Mario Draghi è  l’unica persona in grado di tenere tra le mani tutti i fili della politica italiana e  il suo grado  di professionismo politico fa capire perché sia  il capo di un governo,  La Lega, leggi Salvini, mina apparentemente la stabilità governativa, con  Draghi che  lo riceve, lo ascolta e  lo persuade a non esacerbare la situazione, gli  apre  le discoteche e lo accontenta.

Il premier in realtà ricompatta la maggioranza senza arretrare di un millimetro dalle sue strategie. Salvini, a ben guardare,  non porta a casa niente.

Il presidente del Consiglio sta tessendo la tela in ogni direzione e in ogni dettaglio, come, ad esempio, la lunga telefonata  con un Silvio Berlusconi  infastidito dai comportamenti  dell’alleato Salvini.

L’articolo 7 sulla riforma del catasto genera tensione e, secondo  Matteo Salvini  la riforma del catasto rischierebbe di causare un forte aumento delle imposte sulla casa.  Mario Draghi ha già spiegato che si tratta di una semplice ‘riformulazione’, non di una ‘revisione’  del catasto,  ma solo un’operazione di trasparenza, con l’impegno da parte del suo governo che nessuno pagherà di più o di meno.

La riforma del catasto è indicata anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, e quel che è contenuto nella legge delega non basterebbe a completare l’opera. L’articolo 7 del documento è dedicato alla ‘Modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e revisione del catasto fabbricati’.

Il cambiamento più importante riguarda il sistema di valutazione della rendita catastale, con il passaggio dal numero di vani ai metri quadrati. Le tasse sugli immobili (come l’Imu) dipendono dal valore che le viene attribuito dal catasto, ma l’unità di misura più logica per questa valutazione è quella dei metri quadrati. Il calcolo sui vani ha creato forti disparità: per fare un esempio concreto, è accaduto che nelle grandi città ci siano abitazioni, non particolarmente grandi in termini di metratura, che hanno una rendita catastale solo poco inferiore a quella di abitazioni più grandi e più prestigiose situate in pieno centro.

Non si conoscono ancora i parametri che incideranno sul valore, ma l’idea alla base è ottenere rendite catastali attualizzate, cioè più vicine ai valori di mercato degli immobili.

In ogni caso, le nuove valutazioni non avranno effetti immediati. Gli estimi catastali, le rendite e i valori patrimoniali per la determinazione delle imposte rimarranno quelli attuali fino al 2026. Vuol dire che non ci saranno cambiamenti nella determinazione delle imposte.

‘Questa è una legge delega generale, che poi andrà riempita dei contenuti, che sono i decreti delegati su ci sarà un ulteriore confronto in Parlamento. Il processo non è così semplice prenderà molti anni’, ha detto Draghi.

Poi, molti degli immobili italiani non sono registrati al catasto.

In realtà il catasto italiano è rimasto quello pensato  una settantina di anni fa. La riforma è necessaria.

Ritornando al colloquio tra il  premier e Berlusconi si è parlato della prossima legge di bilancio. Berlusconi ha raccomandato a Draghi che continui sulla strada delle misure espansive per la crescita. E ha ricevuto, dal premier, rassicurazioni. Berlusconi si è schierato con Draghi per motivi legati alla stabilità,   oltre che per le idee legate al mondo produttivo.

Berlusconi, che sarà a Roma tra breve, ha realizzato  un dossier realizzato  sulle ultime elezioni amministrative e  nel documento  si fa notare che ‘fra le candidature del centrodestra ai ruoli apicali, solo due erano esplicitamente riconducibili a Forza Italia, Occhiuto in Calabria e Di Piazza a Trieste’.

Si evidenzia, poi, il calo della Lega, passata dal 23.42% delle Europee al 7.54% di oggi (risultato più basso di Fi), mentre Fratelli d’Italia è cresciuto, ma non nel modo clamoroso indicato dai sondaggi: dal 7.79% è passato all’11.59%, circa 4 punti. In pratica questo dice che i candidati non possono essere ‘improvvisati’ ma devono avere un profilo ‘centrista’.

Ergo,  centrodestra a trazione moderata, liberale e cattolica, di centro, può vincere le elezioni. L’idea del Cav è spostare il centrodestra verso posizioni riformiste e moderate.