Santo Natale tra vaccini, quarantene e tamponi

In News by Roberto Cristiano

Non c’è nessuno o quasi nessuno, vaccinato o no, che non abbia un parente o un conoscente contagiato dal Covid o che non vi sia entrato in contatto. La conseguenza è il caos  che nei  due giorni di vigilia e di Natale si sono verificati  all’esterno delle farmacie o dei drive trough presi d’assalto senza alcun criterio, visto il livello di incertezza degli stessi tamponi affermato dagli stessi virologi, come il professor Bassetti. La confusione è regnata sovrana, con scarse informazioni dal governo, che ha fatto passare l’idea che anche col Green pass e con la doppia o tripla dose di vaccino, si possa infettare o ci si possa infettare. Da qui la corsa al tampone, fino alla tarda serata della vigilia di Natale, prima di mettersi a tavola per il pranzo o perfino durante, con l’incognita dei falsi positivi nei quali incorrono spesso o tamponi rapidi, che comunque fanno fede per la Asl anche e più di quelli molecolari. Si calcola che un milione e mezzo di italiani abbiano passato il Natale in quarantena precauzionale, nonostante vaccini, Green pass e limitazioni di tutti i tipi. Nel dubbio, e nel silenzio del ministro Speranza, tutti a farsi il tampone a pagamento, quasi nessuno rassicurato, nonostante il risultato: è affidabile, va fatto subito o dopo qualche giorno dal contatto, nell’attesa anche i super vaccinati si devono chiudere in casa?

Il governo Draghi ha lanciato messaggi così contraddittori che oggi in tanti si sono lanciati alla ricerca dei tamponi salva-cenoni trascorrendo ore in fila al freddo, in molti casi senza nessuna necessità di farlo. Tamponi sì, vaccini no, per molti, in un dedalo di regole nuove, tutte da digerire, e con pochissimi controlli per strada. Un Natale con il Covid, ma anche con il caos.

Il caos ha riguardato in particolare il fronte scuole. Dagli Istituti arrivavano ai genitori comunicazioni di casi positivi nelle classi, in cui si dava disposizione di fare il tampone per gli studenti contatto. Peccato che, contemporaneamente, ai drive thorugh arrivava l’ordine di fermare i tamponi scolastici.

In tutta Italia, dunque, in fila per ore in attesa di un tampone con immagini apocalittiche. È quello che succede a Perugia, presso l’hub allestito in piazzale Umbria Jazz. Le immagini dal drone mostrano il lungo serpentone di vetture se si snoda ordinato nel grande parcheggio. Nelle ultime ore l’Umbria ha fatto registrare il record di positivi Covid-19 da inizio pandemia.

«Prevedo che a gennaio avremo un rialzo forte dei casi di Covid, il picco è lontano e dobbiamo ancora resistere». Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’Università Cattolica, lascia pochi margini a visioni ottimistiche o almeno speranzose.

Anche perché, prosegue, «con le varianti Delta e in particolare Omicron, che la sorpassa anche di 4-5 volte, la vaccinazione, anche quella con due dosi è fondamentale perché evita di finire in ospedale e di morire. Ma non è sufficiente – spiega –. Per cui ci saranno due pandemie, una dei non vaccinati, che avranno conseguenze gravi. E una dei vaccinati, che potranno infettarsi, con quegli inconvenienti di dover stare a casa, fare tamponi e isolarsi». «Le vaccinazioni restano quindi fondamentali – sottolinea Ricciardi –. Ma in questa fase ci vuole anche il comportamento: e le misure del governo servono a farci adottare comportamenti sani».

«Ci sono state due varianti, Delta e Omicron, che hanno una capacità riproduttiva, soprattutto Omicron, enorme».