Musica di Nicola Piovani fino al 31 dicembre

In Spettacolo by Roberto Cristiano

”E’ la pericolosità gioiosa delle emozioni forti davanti alla bellezza… quegli incontri profondi che ci cambiano e ci turbano, così come gli innamoramenti.

Alla fine non siamo più gli stessi”.

Nicola Piovani spiega così perché ha scelto ”La musica è pericolosa” per il titolo dello spettacolo che lo vedrà protagonista al Parco della Musica di Roma in quattro concerti dal 26 al 31 dicembre. ”E’ una frase che Federico Fellini diceva a sé stesso nei confronti della propria fragilità nei confronti della musica. Metaforicamente e provocatoriamente mi appartiene”. Nella edizione ‘natalizia’ di questo racconto di melodie e parole gli spettatori vedranno una nuova versione dei concerti che dal 2015 perdono pezzi e ne propongono di nuovi con un quota di improvvisazione legata a ”quel che succede” ogni sera.

”Suoneremo per la prima volta – spiega Piovani, che avrà accanto cinque compagni di viaggio – la musica che ho scritto quest’ anno per un film francese ‘Gli amori di Anais’ di Charline Bourgeois. Ho ripristinato la musica del film ‘Caro diario’ di Nanni Moretti che non suonavo in pubblico da tanto tempo e alla quale sono particolarmente affezionato, e la musica scritta lo scorso anno per gli spot di Tornatore ha per la campagna vaccinale”. Ci sarà anche un pezzo breve di Debussy trascritto e orchestrato dal compositore negli anni dell’adolescenza mentre l’ ultima parte è dedicata alle canzoni, tra cui una antologia dei brani musicati per l’ album di De Andrè ‘Storia di un impiegato’ e la sorpresa di una canzone argentina degli anni venti.

L’ anno prossimo per Piovani comincerà il 21 gennaio al Teatro Verdi di Trieste dove andrà in scena ”Amorosa Presenza” con la regia di Chiara Muti, un’ opera alla quale lavora da 30 anni e che ha subito vari rinvii a causa della pandemia. Il libretto è ispirato al romanzo omonimo di Vincenzo Cerami ed è stato scritto dal compositore insieme con la figlia dello scrittore, Aisha. ”La vicenda è ambientata alla fine degli anni Settanta. Quando cominciammo a progettarla con Cerami era un’ opera contemporanea, per raccontate il nostro presenza di quegli anni. Oggi diciamo che nasce già antica’