Giannelli (Anp): Piani covid scuola vaghi, rinviare rientro in classe di 3 settimane

In Cronaca by Eugenio Bernardo

Favorire la didattica in presenza, ma senza la chiarezza dei protocolli sulla gestione di casi covid e delle quarantene meglio rinviare il rientro in classe di due o tre settimane per permettere agli studenti della fascia di età 5-11 di fare i vaccini. E in condizioni straordinarie la Dad non va demonizzata. E’ questo il pensiero di Antonello Giannelli, il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), dopo l’incontro con il ministro dell’Istruzione Bianchi e ribadito in giornata. “Il governo sicuramente intende mantenere ferma la lotta del rientro in presenza e credo che questo sia da attribuire all’esigenza di molte famiglie e lavoratori che, senza qualcuno che si occupi dei figli, non potrebbero lavorare. È chiaro, quindi, che c’è un’esigenza anche di natura economica per fare questo. Il rischio è che la forzatura della didattica in presenza –  dice ai microfoni di Rtl 102.5-  costituisca un impedimento a un ordinato svolgimento della didattica proprio perché è presumibile attendersi che dei ragazzi dovranno essere messi in didattica a distanza e delle classi entreranno e usciranno dalla DAD”. “Noi da sempre siamo per la scuola in presenza. Se però si vuole mettere in atto un piano effettivo con degli obiettivi da raggiungere allora non sarebbe una cattiva idea prendersi due/tre settimane di dad e però raggiungere gli obiettivi. Al primo posto va messo l’aumento della percentuale di alunni vaccinati”. Il problema, ad oggi, sottolinea Giannelli è la mancata chiarezza dei Protocolli da adottare in caso di presenza di casi di contagio da covid e relativa quarantena. “Manca una certa chiarezza sulla gestione delle quarantene. Abbiamo assistito soprattutto nelle ultime ore ad un florilegio di ipotesi su cosa fare a seconda del numero di alunni positivi che sono in classe. Quello che a me preme dire e’ che i Protocollo deve essere facilmente attuabile e facilmente gestibile, altrimenti nelle scuole si crea una situazione di confusione”.