Tartaglia Arte: cambia tutto al museo M9 di Mestre

In Arte e Artisti by Roberto Cristiano

È il giro di boa per l’M9, museo di Mestre dedicato alla storia del Novecento e ai suoi cambiamenti demografici, sociali e politici. Inaugurato nel 2018, l’M9 ha vissuto un inizio tutto in salita: aperto dopo lunghi anni di lavoro e ritardi, ha riscontrato di lì problemi di sostenibilità economica, dati dalla costosa macchina di oltre 1300 metri quadrati di spazio espositivo e da un apparato multimediale importante. Non da ultimo ha infierito la pandemia, rendendo impossibile la fruizione di alcuni dispositivi interattivi su cui però il museo si basa. Necessaria una revisione profonda delle priorità del museo, un bisogno a cui la programmazione di Luca Molinari – direttore scientifico da ottobre 2020 – pare dare risposta. Nel prossimo triennio si procederà quindi con mostre tematiche che fungeranno da laboratorio del contemporaneo, attraverso percorsi interdisciplinari, coinvolgenti e orientati verso il racconto dell’Italia e della sua cultura a 360°. Ad alternarsi, inoltre, due trilogie – nazionale e veneta – per parlare del territorio che si sviluppa attorno al museo ma non solo. Il primo appuntamento è per il 25 marzo 2022 con la mostra GUSTO! Gli italiani a tavola, a cui seguirà a ottobre Il laboratorio del Design. Produzione e ricerca nell’area veneta dal 1945 e altri appuntamenti incentrati su sport, musica, paesaggio e tessuto, per arrivare fino a marzo 2025. Ma quali sono i punti cardine della nuova direzione del museo di Mestre? Lo abbiamo chiesto a Luca Molinari in questa intervista. La pandemia ha portato delle problematiche anche per quanto riguarda il funzionamento della parte multimediale, rendendo difficile mettere in sicurezza la parte dei touch screen e di altri dispositivi digitali. In che modo siete riusciti a ripartire a fronte di tali difficoltà? La pandemia ha ridotto l’uso di alcune installazioni, per cui stiamo facendo una riflessione riguardo alla loro riconversione. I dispositivi vengono regolarmene sanificati e ogni visitatore riceve all’ingresso una bag per visitare il museo in sicurezza; questo al tempo stesso ci pone ulteriori interrogativi, ad esempio come renderli fruibili per persone con determinate disabilità e quelle più fotosensibili, per le quali gli schermi potrebbero recare disturbo. L’obiettivo è rigenerare entro i prossimi due o tre anni la collezione permanente, in modo da mantenere la parte multimediale ma facendo coesistere anche una parte fisica.