Pensioni e giovani

In Economia by Roberto Cristiano

Dopo la battaglia politica per il Quirinale la riforma delle pensioni rappresenta il primo banco di prova per il governo. Lo scorso 31 dicembre è scaduto il triennio di quota 100 (62 anni di età e 38 di anzianità) e alla fine di quest’anno si concluderà anche il regime transitorio a quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi). In tale scenario l’obiettivo è quello di evitare lo scalone provocato dal ripristino della Legge Fornero che porterebbe l’età minima d’uscita a 67 anni.

Sul tema continua il confronto governo-sindacati. Il prossimo appuntamento, dopo l’incontro di ieri, è previsto per il 7 febbraio che vede in calendario un incontro ‘politico’ nel quale il ministro del Lavoro, Andrea Orlando e i leader di Cgil Cisl e Uil faranno un primo bilancio del lavoro svolto analizzando le criticità presenti sul cammino verso una riforma condivisa. Il traguardo finale è fissato per l’inizio di aprile quando il governo dovrà presenta il Dpef. Sul tavolo la proposta di fissare un’età minima al cui raggiungimento sarebbe consentita l’uscita anticipata, ma anche un bonus contributivo virtuale per incrementare le pensioni future dei giovani e alcune misure per agevolare la maternità come la riduzione del requisito anagrafico e contributivo per le lavoratrici madri pari a 12 mesi per figlio su tutte le prestazioni senza penalizzazioni.