Autoriciclaggio: 4 persone ai domiciliari, sequestri per 5,2 mln 

In Cronaca, Italia by Luca Teolato

Quattro misure cautelari – arresti domiciliari – e sequestro di due società e beni per un valore superiore ai 5,2 milioni di euro. E’ quanto hanno eseguito i militari del Comando Provinciale della guardia di finanza di Catanzaro, coordinati dalla procura di Lamezia Terme, in base a quanto disposto dal gip. Gli indagati sono gravemente indiziati dei reati, in concorso, di autoriciclaggio, nonché sottoposti ad investigazioni preliminari – a piede libero – sull’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una non definita serie di delitti di autoriciclaggio. Sono in corso perquisizioni locali, personali e informatiche in Calabria, Lombardia, Trentino Alto Adige e Campania.

Il procedimento penale, tuttora in fase investigativa, è stato avviato a seguito dell’approfondimento, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di una sospetta operazione di ‘voluntary disclosure’, posta in essere da un imprenditore lametino, il quale ha fatto rientrare in Italia 500mila euro investiti in banche maltesi per mezzo di una società con sede nelle Isole Vergini. Le indagini, svolte dagli specialisti del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro, hanno consentito di accertare, sia pure in questa prima fase dell’inchiesta, che tale provvista derivasse da pregressi reati fiscali e non da un’eredità, come invece sostenuto dall’imprenditore. Successivi riscontri hanno consentito agli investigatori di ricostruire le attività dell’imprenditore, del coniuge e di due consulenti operanti nel Nord Italia: dagli atti emergerebbe, secondo chi indaga, un grave quadro indiziario relativo alla circostanza che, attraverso una serie di operazioni finanziarie, sia stata riciclata la somma di oltre un milione di euro, provento di evasione fiscale. Per nascondere l’origine illecita della provvista, sarebbero state costituite società di comodo in Svizzera, in cui allocare parte dei proventi dell’evasione per poi procedere al loro reimpiego nel mercato legale, attraverso operazioni nel settore immobiliare, edile, turistico e del noleggio di natanti. Nello specifico, è stata ricostruita un’importante operazione di investimento immobiliare consistita nell’acquisito di un albergo a Madonna di Campiglio, per 1,2 milioni di euro, di cui 300mila euro da corrispondere in contanti e in nero. Una parte del denaro occorrente per l’operazione – 140mila euro – è stata trasferita in contanti verso il Nord Italia, come documentato nel corso delle indagini, attraverso un simulato controllo della normativa anti-Covid operato da militari della Guardia di Finanza. Due società, del valore complessivo di oltre 3,7 milioni di euro – nel cui patrimonio rientrano l’albergo di Madonna di Campiglio, uno stabilimento industriale sito nel lametino ed un’imbarcazione del valore di 300mila euro – sono state sequestrate. Il gip ha inoltre disposto il sequestro di 1,5 milioni di euro in capo agli indagati, pari alle somme oggetto del presunto autoriciclaggio. Le indagini, tuttora in corso, proseguono.