Ue sempre più dura con la Russia: svolta storica sull’energia

In Economia by Roberto Cristiano

In un vertice a Versailles i leader dell’Unione Europea si sono incontrati per affrontare urgentemente le ricadute dell’invasione di Mosca e hanno duramente condannato le “sofferenze indicibili” che la Russia ha inflitto all’Ucraina, ma hanno rifiutato l’appello di Kiev per una rapida adesione all’Ue.

Ma Bruxelles si dice pronta a imporre nuove e più dure sanzioni, oltre che a continuare ad offrire sostegno politico e umanitario all’Ucraina e anche – prima volta nella sua storia, come già detto – a fornire armi. 

Dipendenza energetica: ecco quando l’Ue si smarcherà dalla Russia

L’Ue oggi importa circa il 40% del suo gas naturale dalla Russia: a dipendere di più sono, oltre l’Italia, la Germania, la più grande economia europea, e diversi Paesi dell’Europa centrale. Per quanto riguarda il petrolio, circa un quarto delle importazioni di petrolio dell’Ue proviene dalla Russia.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz non ha commentato riguardo alla possibilità che Bruxelles debba vietare le importazioni di petrolio russo, ma questa mossa finora Berlino l’ha esclusa. La Russia fornisce circa un terzo del fabbisogno tedesco di gas e greggio.

L’Europa unita intanto annuncia che smetterà di usare i combustibili fossili russi entro il 2027: una presa di posizione storica quella annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha detto che proporrà una tabella di marcia in questo senso a metà maggio. Dunque, la fine della dipendenza energetica dell’Ue dalla Russia si concretizzerà entro quell’anno: il 2027.

“Siamo troppo dipendenti dalla Russia, in particolare sul gas. Dobbiamo diversificare le forniture, puntando in particolare al gas naturale liquefatto. Dobbiamo aumentare la condivisione delle rinnovabili“, ha twittato von der Leyen. L’Ue deve anche capire come può ottenere l’indipendenza in settori particolarmente esposti, compresi i semiconduttori e la produzione alimentare.