Usa, Commissione 6 gennaio: “Quello di Trump fu un tentato golpe”

In Motori by Luca Teolato

Quello messo in atto da Donald Trump fu un “tentato golpe” e le violenze culminate nell’attacco a Capitol Hill furono la diretta conseguenza del suo tentativo di sovvertire il risultato delle elezioni presidenziali. E’ un atto di accusa durissimo quello emesso dalla Commissione della Camera dei Rappresentanti nei confronti dell’ex presidente, nella prima udienza pubblica dell’indagine sull’insurrezione del 6 gennaio 2021, trasmessa in diretta in prime time dalle tv Usa. Per il presidente democratico della Commissione, Bennie Thompson, le azioni di Trump, la sua propaganda e il rifiuto, per ore, di richiamare all’ordine la folla dei suoi sostenitori, hanno messo “a rischio la democrazia costituzionale”. Ancora più duro, se possibile, l’affondo della vice presidente della Commissione, la repubblicana Liz Cheney, figlia dell’ex vicepresidente Dick, in rotta con la leadership del suo partito, che ha accusato Trump di avere “sobillato una folla violenta” e di avere “acceso la scintilla” che diede vita al tentativo di insurrezione. “Quando un presidente non assume le azioni necessarie per preservare la nostra Unione, o peggio, provoca una crisi costituzionale, ci troviamo in un momento di massimo pericolo per la nostra Repubblica”, ha detto Cheney.

Nell’udienza di giovedì sera, la prima di una serie che si protrarrà per tutto il mese di giugno, la Commissione ha mostrato nuove immagini video delle violenze e testimonianze inedite, dalle quali emergerebbe la consapevolezza da parte di Trump dell’infondatezza delle sue accuse di elezioni “truccate” e il tentativo di sovvertire l’esito del voto. “Le violenze non furono casuali”, ha sottolineato Thompson nella sua introduzione. Tra le prime clip video mostrate al pubblico, quella dell’ex ministro della Giustizia, William Barr, che davanti alla Commissione ha testimoniato di avere detto chiaramente a Trump che le sue accuse di frode elettorale altro non erano che “cazz…te”. In un’altra testimonianza, registrata in video, la stessa figlia dell’ex presidente, Ivanka, ha ammesso di avere avuto rispetto per l’opinione espressa all’epoca da Barr e di avere “accettato” il suo giudizio. Eppure, nonostante diversi membri della sua cerchia ristretta avessero tentato di convincerlo del contrario, l’ex presidente avrebbe insistito fino all’ultimo con la sua narrazione, instillando nei suoi sostenitori la convinzione che il vero colpo di Stato si stava consumando al Congresso, con la certificazione, secondo i dettami della Costituzione, della vittoria di Joe Biden. Alti contributi video proposti al pubblico televisivo hanno mostrato i membri dei gruppi estremisti dei ‘Proud Boys’ e degli ‘Oath Keepers’ prepararsi all’assalto del Campidoglio, in quella che è apparsa come un’azione premeditata, già a partire dal novembre 2020, ispirata dai discorsi e dai tweet incendiari di Trump.