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La Romania all’orizzonte delle elezioni del 2024

Si può apprezzare che i vent’anni di appartenenza alla NATO e i diciassette anni di integrazione nell’Unione Europea hanno portato alla Romania progressi significativi, che si riflettono soprattutto nel campo delle infrastrutture e degli investimenti esteri. I programmi e gli investimenti europei hanno generato sviluppo in numerosi settori in Romania. Inoltre, la libera circolazione delle persone all’interno dell’UE ha facilitato l’accesso di un numero significativo di rumeni al mercato del lavoro occidentale (circa 6-7 milioni). Nelle relazioni economiche della Romania prevalgono gli scambi commerciali con gli stati europei. E in termini di investimenti diretti, i paesi dell’UE sono al top. Dalle prospettive sopra esposte, è naturale che le politiche economiche, sociali ed estere del governo romeno siano circoscritte a quelle delle alleanze e delle organizzazioni di cui il Paese fa parte.

L’Unione Europea era ed è percepita, dalla stragrande maggioranza dei cittadini rumeni, come un fattore di progresso e prosperità, nonché come un meccanismo per correggere problemi in diversi campi, compreso quello della giustizia. L’Eurobarometro più recente, realizzato dal Parlamento Europeo, nel dicembre 2023, 6 mesi prima delle elezioni del Parlamento Europeo, rivela che 7 rumeni su 10 (circa il 70%) credono che l’adesione all’UE porti benefici ai paesi, una percentuale situata nella media a livello europeo. Secondo un Eurobarometro standard, realizzato dalla Commissione Europea, nel 2022, il 74% dei giovani rumeni (15-34 anni) erano ottimisti sul futuro dell’Unione Europea. Inoltre, il 63% di loro avevano una percezione positiva di come funziona la democrazia nell’UE, e il 50% di come funziona la democrazia a livello interno, in Romania.

Un sondaggio Avangarde, realizzato nella primavera del 2023, rivela che il sostegno dei romeni all’adesione del proprio Paese all’UE è più che consistente (70%), solo il 13% esprime il desiderio di lasciare la comunità europea. Notiamo che la percezione dei cittadini rumeni nei confronti dell’UE e dell’europeismo non è cambiata in modo significativo negli ultimi anni.

D’altro canto, per quanto riguarda l’alleanza militare di cui fa parte la Romania, la NATO, 8 rumeni su 10, secondo un sondaggio della primavera del 2023, hanno una percezione positiva, avendo grande fiducia nella sua capacità di proteggere gli alleati in regione. Inoltre, va sottolineato che nel contesto dello scoppio della guerra in Ucraina, in Romania si è formata una coalizione di governo PSD-PNL per garantire una maggioranza politica stabile, coalizione che funziona ancora oggi. Questa coalizione parteciperà su liste comuni alle elezioni parlamentari europee del giugno di quest’anno. La stabilità politica e sociale è una priorità per la maggior parte dei rumeni. Secondo un sondaggio di Avangarde (19-20 febbraio 2024), il 60% degli intervistati vorrebbe un governo stabile dopo le elezioni del 2024. Secondo il sondaggio, il PSD otterrebbe il 31%, il PNL il 20%, l’AUR il 18%, l’Alleanza della Destra Unita il 15%. %, SOS 8%, UDMR 5%. Notiamo che i due partiti assunti come sovranisti – AUR e SOS – non otterrebbero un punteggio elettorale tale da consentire l’avanzata di pretese di governare il paese.

Le elezioni presidenziali sono, anche loro, rilevanti per il percorso della Romania, il paese essendo di fatto una repubblica semi-presidenziale con valenze parlamentari, il presidente, essendo, insieme al primo ministro, un partecipante attivo nell’amministrazione statale. L’ultimo sondaggio presidenziale, condotto da Atlas Intel, rivela che il migliore classificato è Mircea Geoană, vice segretario generale della NATO. Questo fatto evidenzia la fiducia dei romeni in una personalità aperta verso l’esterno e che ha esperienza negli organismi internazionali, soprattutto nel nuovo contesto di sicurezza generato dal conflitto in Ucraina.

E’ evidente che la maggioranza dei romeni nutre aspettative importanti dal rapporto con l’Unione Europea ed è consapevole che essa rappresenta l’unico vettore di sviluppo (PNRR, investimenti diretti, programmi europei). Per la maggioranza dei cittadini rumeni è importante che i partiti che chiedono il loro voto offrano soluzioni credibili in termini economici e sociali e non approcci demagogici.

di Antoniu Martin, storico e analista politico