Mario Draghi tra manovra e importanza del Parlamento…

In Politica by Roberto Cristiano

La standing ovation dei cronisti presenti all’ultima conferenza stampa del 2021 di Mario Draghi non impressiona Giorgia Meloni: «Più che una conferenza di fine anno quella di Draghi è sembrata una conferenza di fine mandato e questo spiegherebbe anche gli applausi e la “commozione” dei giornalisti. Lontani i tempi del “fuoco e fiamme” che sprigionava quest’appuntamento ai tempi dei premier non graditi, tipo Berlusconi per citarne uno a caso. Ma non solo. Tutt’altra atmosfera si respira invece nei confronti dell’ex-capo della Bce. Dal premier due ore e mezza di autocelebrazioni: dice tra le righe che i suoi obiettivi sono stati raggiunti ma questo non ci risulta da nessuna evidenza.  Già, peccato che a nessun giornalista sia venuto in mente di fare la domanda più semplice: “Presidente, può dimostrare quel che dice?. Nessuna ammissione di colpa, invece, sugli errori e le contraddizioni del governo di questi mesi, a partire dalla gestione della pandemia. Draghi ha anche  impedito di migliorare la manovra di bilancio e che ha compensato con un’alluvione di ipocriti elogi. Tutto dipende dal Parlamento – il futuro del governo, la successione al Quirinale, la lotta alla pandemia – tranne che la legge di bilancio. Basta aver ascoltato la conferenza stampa di Mario Draghi e confrontarla con il calendario del Senato per rendersene conto. Tanti elogi alle Camere davanti ai giornalisti e un implicito “prendere o lasciare” gettato come un osso davanti ai senatori che oggi – vigilia di Natale – daranno disco verde alla manovra finanziaria con fiducia incorporata. Come a dire che non la guarderanno neppure. L’approveranno in blocco alla Cetto Laqualunque, quello del sequel: “Tutto tutto niente niente“.

Chi scrive ritiene che nulla si può dire a Draghi riguardo la pandemia che ha contrastato in modo più che corretto, a partire dalle vaccinazione. Forse la Meloni era distratta e pensava di commentare Giuseppe Cone e non  Mario Draghi. Sulla manovra infatti ha perfettamente ragione visto che Draghi l’ha fatta passare con un colpo di mano senza ascoltare il Parlamento. Ha poco senso  enfatizzare il ruolo del Parlamento se poi gli si sottrae potere sulla legge di bilancio. Non fosse altro perché fu proprio per controllare le spese dei sovrani che nacquero le assemblee elettive. Draghi lo sa fin troppo bene. La manovra è blindata e senza prospettiva. Con il testo licenziato in commissione Bilancio dopo una maratona notturna a porte chiuse. Con il Parlamento a cui tocca di  fare da passacarte.