Draghi: Italia lavora per la pace. Sì al dialogo con Cina

In Politica by Eugenio Bernardo

“Noi cerchiamo di fare la pace, lo facciamo fino alla fine, Macron telefona a Putin non so quante volte a settimana, ma bisogna essere in due per fare la pace. lo sforzo diplomatico “potrà avere successo solo quando lo vorrà realmente Mosca”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, alla Camera dei Deputati, nella replica dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo indica il percorso che vorrebbe seguire l’Italia per far fermare le ostilità tra Russia ed Ucraina. Sicuramente Roma aiuterà su tutto Kiev perché “difendiamo il paese aggressore. Dovremmo accettare che gli ucraini perdano il loro paese e accettino la schiavitù. E’ un terreno scivoloso che ci porta a giustificare tutti gli autocrati, tutti coloro che hanno aggredito paesi inermi, a cominciare da Hitler e da Mussolini”

Per il presidente del consiglio é “fondamentale che l’Ue sia compatta nel mantenere spazi di dialogo con Pechino” affinché la Cina “si astenga da un supporto a Mosca e sostenga lo sforzo di pace”. Draghi, ribadisce, che “non dobbiamo alimentare uno scontro tra Occidente e Russia”, avallando uno “scontro di civiltà” anche perché ci sono “cittadini russi che protestano” contro la guerra e a loro va “la mia solidarietà”

“La guerra in Ucraina ha messo in evidenza l’importanza di rafforzare la politica di sicurezza e difesa dell’Ue”, ha detto il premier Draghi. “Il Consiglio Ue è chiamato ad approvare la Bussola Strategica che prevede l’istituzione di una forza di schieramento rapido fino a 5mila soldati e 200 esperti in missioni di politica di difesa e sicurezza comune”. Iniziative cui “si aggiungono investimenti nell’intelligence e nella cybersicurezza; lo sviluppo di una strategia spaziale europea per la sicurezza e la difesa; e il rafforzamento del ruolo europeo quale attore della sicurezza marittima. Una priorità è aumentare la produzione di microchip in Europa”.  “Nel percorso verso una difesa comune, è essenziale sviluppare capacità adeguate, per essere un fornitore di sicurezza credibile”, dice Draghi. “Ciò può avvenire soltanto se rafforziamo la nostra industria della difesa e la rendiamo più competitiva dal punto di vista tecnologico e soprattutto meglio integrata a livello europeo. Abbiamo tutti da guadagnare da un miglior coordinamento anche nell’ambito della difesa”.

Il prossimo consiglio europeo si aprirà con l’incontro con il presidente Usa Biden e anche nelle sedi dei “vertici Nato e G7 la comunità euroatlantica intende ribadire unità e determinazione nel sostegno all’Ucraina e in un impegno comune per la pace, la sicurezza e la democrazia”, sottolinea il premier.

Per Mario Draghi “il percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue richiede tempi lunghi, necessari a permettere un’integrazione reale e funzionante, l’Italia è a fianco dell’Ucraina in questo processo, l’Ue ha già attivato la procedura ma ora è importante mandare a Kiev ulteriori segnali di incoraggiamento”.