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Il presidente tedesco “giustifica” la posizione della Germania sulle bombe a grappolo

Il piano di Washington di fornire a Kiev munizioni a grappolo è stato ampiamente criticato anche tra i suoi alleati.

“Berlino non può e non dovrebbe interferire con la controversa decisione di Washington di fornire all’Ucraina munizioni a grappolo vietate nella maggior parte dell’Europa”, ha dichiarato il presidente Frank-Walter Steinmeier in un’intervista, anche se ha difeso il suo ruolo di primo piano nel firmare l’accordo che ha vietato tali armi.

“È giusto che tali munizioni siano vietate dal governo federale in Germania e che la Germania si opponga a tali forniture”, ha dichiarato Steinmeier, spiegando di aver firmato la Convenzione sulle munizioni a grappolo mentre era ministro degli Esteri nel 2008.

“Ma non possiamo, nella situazione attuale, bloccare gli Stati Uniti”, ha ammesso il presidente, insistendo però che “la posizione della Germania contro l’uso di munizioni a grappolo è giustificata come sempre”.

La mossa annunciata dagli Stati Uniti la scorsa settimana ha suscitato preoccupazione anche tra gli alleati degli americani. Canada, Regno Unito, Austria e Spagna hanno tutte espresso obiezioni all’invio da parte degli Stati Uniti di questa sorta di armi in Ucraina, citando il loro noto tasso di malfunzionamento ed i danni che gli ordigni inesplosi causano alla popolazione civile anche molti anni dopo la fine della guerra.

Il deputato tedesco Ralf Stenger, membro del partito di governo SPD, ha espresso la sua opposizione all’invio di armi da parte degli Stati Uniti all’Ucraina che sono “giustamente vietate a livello internazionale”. Chi “agisce a nome dell’ordine internazionale e dei valori non fornisce armi del genere, nemmeno in Ucraina”, ha dichiarato in quello che sembrava essere un attacco diretto rivolto a Washington.

L’ex vice ministro degli Esteri ucraino Andrey Melnik, che ha causato non poche polemiche durante il suo mandato come inviato di Kiev in Germania, ha intimato a Stenger e agli altri alleati occidentali dell’Ucraina, improvvisamente restii ad intervenire, di “andare all’inferno con i vostri consigli”, sostenendo che la sofferenza degli ucraini supera qualsiasi altra preoccupazione o conseguenza potenziale. Melnik ha ripetutamente accusato la Germania di non essere sufficientemente solidale con l’esercito ucraino, sia per non aver inviato abbastanza armi, che abbastanza denaro e di aver mandato quel poco di entrambi “troppo lentamente”.

Vietate in 120 paesi ai sensi del trattato del 2008 delle Nazioni Unite, le munizioni a grappolo disperdono numerosi “bomblets” – ossia ordigni esplosivi più piccoli -su una vasta area di bersaglio, molte dei quali rimangono non individuate in attesa esplodere anche per anni dopo il conflitto. Gli Stati Uniti, l’Ucraina e la Russia sono tra le nazioni che non hanno vietato il loro uso.

Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha cercato di difendere le letali munizioni a grappolo come un “mezzo necessario” per l’esercito ucraino che, ha detto, sta rapidamente esaurendo le munizioni d’artiglieria convenzionali, sostenendo anche che Kiev abbia promesso di minimizzare i rischi per i civili.