Giorno: 23/10/2025

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Presunto inquinamento elettorale, spuntano i particolariGli atti aggiuntivi depositati dalla Procura della Repubblica nel processo per corruzione elettorale nei confronti del marito dell’ex assessore regionale ai trasporti, Sandro Cataldo e altri quindici imputati, aprirebbero, secondo il teorema accusatorio, una serie di squarci sul quadro rappresentato legato alla figura centrale di “Sandrino” nel mondo elettorale e politico locale e regionale. In primis, è stato depositato l’interrogatorio dell’ex dirigente ex dirigente Asl Nicola Sansolini che incontrò Cataldo nella sede dell’università privata Pegaso. Un incontro caratterizzato dal fatto che i cellulari dei protagonisti erano stati lasciati lontani dal luogo di conversazione. Un appuntamento quello tra i due che come riferito a verbale da Sansolini era stato organizzato per segnalargli una azienda che forniva apparecchi elettromedicali alle Asl. “Ingegnere è per il tuo bene, per proteggerti. No, non ti preoccupare, tanto sarai spostato dall’Asl di Bari e ti daremo qualche altro incarico su Bari”, gli avrebbe detto Sandro Cataldo durante il colloquio avvenuto due giorni prima dell’arresto del consorte di “lady preferenze”. Poi, ci sono le chat e le conversazioni telefoniche tra Sandro Cataldo e l’allora sindaco Antonio Donatelli. Dagli atti depositati emergerebbe uno stretto rapporto di collaborazione tra i due in grande sinergia e in alcuni tratti una certa sudditanza del primo cittadino nei confronti di Cataldo. Da un lato “Sandrino”, come è meglio conosciuto il marito della Maurodinoia, informava Donatelli, chiedendogli riservatezza su alcune candidature alla Regione Puglia e su candidati locali alle amministrative triggianesi che avevano scelto di scendere in campo con liste collegate a candidati sindaci avversari al sindaco uscente. Di par suo, Donatelli, in alcuni casi chiedeva aiuto per rinforzare la sua nuova candidatura invitando Cataldo a intervenire su alcuni personaggi locali e, poi, lo aggiornava su alcune particolari notizie del Comune di Triggiano, in maniera particolare sulle candidature arrivate a Palazzo “Pontrelli” per ricoprire la carica di segretario comunale. “Buongiorno, nella posta nulla di urgente, segnalo solo altre due candidature a segretario … protocollate ieri ma, comunque, pervenute il 31 entro la scadenza, in totale abbiamo sei candidati”. Poi, Donatelli informava il coimputato nel processo sulle presenze di alcuni personaggi alle riunioni del PD, gli chiedeva informazioni su alcune scelte adottate dal presidente della regione, Michele Emiliano e lo invitava alle riunioni presso l’autofficina Donatelli, per supportare la sua candidatura. Officina presso la quale era dipendente Christian Luca Strisciuglio visto, come emergerebbe da un’informativa davanti a un bar di fronte ai seggi a Triggiano durante la tornata elettorale che riconfermò Donatelli sindaco della città. Su questa cosa, Cataldo, fece sapere che si trattava di una pura coincidenza e di non aver mai conosciuto lo Strisciuglio. Inquietante è, invece, il riferimento negativo che l’ex maresciallo della Guardia di Finanza, poi finito nei guai, Gerardo Leone fa, durante un interrogatorio ai pm nei confronti della Digos di Bari insinuando dubbi sull’operato del reparto di polizia con la dichiarazione, riferita a perquisizioni: “quando ho visto che erano i carabinieri mi sono rasserenato e non è un discorso di circostanza, perché io ho sempre avuto dubbi sulla Digos della questura di bari, su alcuni personaggi”. Il collaboratore di giustizia si riferisce alla delega affidata dalla procura del capoluogo pugliese alla polizia barese di indagare su una possibile “corruzione elettorale” in occasione delle elezioni regionali del 2015. Anche se la Procura barese non ha trovato elementi per potersi esprimere sull’operato di quel reparto della Polizia di Stato, in quella occasione.

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