Betlemme – Le autorità palestinesi in visita alla grotta della natività
Nella penombra antica della Grotta della Natività, dove da oltre duemila anni si rinnova il messaggio che ha cambiato la storia del mondo, una fiamma rossa si è accesa per parlare a tutte le nazioni. È il cuore dell’iniziativa che quest’anno, sotto lo slogan “Pace… Giustizia… Solidarietà…”, unisce leader religiosi e istituzioni palestinesi in un appello corale. A guidare la cerimonia è stato il membro del Comitato Esecutivo dell’OLP e presidente del Comitato Presidenziale Supremo per gli Affari delle Chiese, Ramzi Khoury, che ha affidato alla piccola luce un significato preciso: “Accendiamo questa candela per ricordare al mondo che la pace può nascere solo dove la giustizia è consacrata; che la solidarietà non è uno slogan temporaneo, ma un impegno e una responsabilità verso un popolo che soffre e non rinuncia alla speranza”. Con le parole rivolte alle chiese e alle istituzioni internazionali, Khoury ha invocato sostegno per “una città che merita di essere trattata in modo adeguato alla sua storia, alla sua santità e alla dignità della sua gente”. Accanto a lui, il metropolita greco-ortodosso Venediktos, vicario patriarcale a Betlemme, ha auspicato che la fiamma diventi un segno spirituale per “ogni persona in cerca del volto di Dio”, rilanciando l’appello alla preghiera e alla difesa degli oppressi. Sulla stessa linea l’intervento di Rula Khoury, rappresentante della Fondazione Telos: “Invitiamo tutti a solidarizzare con il popolo palestinese e a diffondere questa iniziativa in tutto il mondo”. La cerimonia è frutto di un coordinamento diretto tra il Comitato Presidenziale per gli Affari delle Chiese e le tre comunità che custodiscono lo status quo della Basilica della Natività: il metropolita Venediktos, il rappresentante della Custodia di Terra Santa padre Marcello e il capo del monastero armeno ortodosso padre Esbid Belyan. Una collaborazione che, sottolineano i responsabili, testimonia l’importanza dell’unità cristiana in una città simbolo della fede e della storia del Medio Oriente. “La Basilica – hanno ricordato – è chiamata a inviare al mondo un messaggio di solidarietà e a far giungere la voce dei cristiani a chi difende i diritti del popolo palestinese”. La candela rossa non è solo un gesto locale, ma parte di un più ampio movimento internazionale che invita a condividere immagini e video sui social per sostenere il diritto dei palestinesi a vivere in dignità e libertà. Un segno semplice, acceso nel luogo dove la tradizione colloca la nascita della speranza cristiana, che punta a trasformarsi in un appello globale. Da Betlemme, ancora una volta, la luce più piccola diventa parola: un invito a stare dalla parte di chi cerca giustizia e pace, portando nel mondo la testimonianza di una comunità che, nonostante tutto, continua a resistere.
