Il sen(n)o: un’indagine sul contemporaneo distorto
In scena al Teatro Vascello di Roma fino all’11 febbraio 2026, il Sen(n)o, di Monica Dolan, con Lucia Mascino per la regia di Serena Sinigaglia, un monologo spiazzante e volutamente provocante che fa riflettere su temi profondamente attuali.
La voce, il corpo e le piccole nevrosi di Tessa, psicoterapeuta chiamata a dare un giudizio su una vicenda che sfiora l’incredibile: una bambina che fin dalla tenera età è attratta dal seno convince la madre ad accompagnarla in Brasile per un’operazione di chirurgia estetica. Lilly, questo il nome della bambina, ha 8 anni e si ritrova con un seno quinta misura che provocherà conseguenze tragiche. La narrazione procede per piccoli dettagli e svela la drammaticità della situazione. Karen, la madre single viene colpevolizzata e arrestata, la figlia affidata ad una casa famiglia dove verrà stuprata.

Da questo racconto, che la coinvolge emotivamente sempre di più, la psicoterapeuta trae lo spunto per affrontare più in profondità il tema della manipolazione esercitata dai media sui minori che sono seguiti da genitori distratti o irresponsabili perché anch’essi sono ormai preda di quegli stessi media i quali possono provocare nell’odierna società danni irreversibili. Basta assistere a qualche programma popolare della televisione per rendersi conto di quanto pericolo questi possono rappresentare per l’infanzia (si pensi a bambini di cinque/sei anni vestiti con abiti da adulti, spesso anche di foggia sensuale, che, scimmiottando i loro idoli, vengono spinti a cantare e a ballare da genitori frustrati.

Lucia Mascino interpreta con passione il monologo che si svolge in un crescendo recitativo dove l’ansia della protagonista di raccontare l’assurdità della vicenda si carica sempre di più dando vita a momenti particolarmente struggenti. A valorizzare una prova d’attrice indiscutibile, sapientemente guidata dalla regista Serena Sinigaglia, un disegno luci accurato e vario, curato da Roberta Faiolo. La scena vuota, è occupata da una pianta di rami secchi simbolo di mancanza di vita che comunque la donna, in uno slancio di ottimismo, non sembra poter fare a meno di innaffiare. Questa scenografia essenziale e significante, a cura di Maria Spazzi, viene vissuta dalla Mascino durante tutto lo spettacolo, si sdraia sui rami, ci si nasconde quasi, facendo diventare il grande tronco di volta in volta uno spazio diverso. La narrazione è a tratti interrotta dal suono del telefono, conversazioni con la famiglia che rendono ancora più umana e vicina la figura di Tessa.
Lo spettacolo affronta temi profondamente attuali: la pornografia diffusa, la sessualizzazione precoce, la percezione del corpo femminile, e l’influenza culturale di internet sui più giovani. Senza mai essere didascalico o retorico, Il Sen(n)o pone domande scomode e necessarie sul nostro modo di guardare e giudicare i corpi.
Scritto da Monica Dolan, pluripremiata autrice britannica, il testo è tradotto da Monica Capuani e debutta per la prima volta in Italia, prodotto da Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano. Dopo il successo in diverse città italiane, anche al Vascello, la sala gremita ha lungamente applaudito la maestria di Lucia Mascino e la direzione puntuale e graffiante di Serena Sinigaglia, una delle registe più interessanti del nostro teatro, che ha portato in scena grandissimi attori, su testi classici e contemporanei.

Paolo Weber
