Regina Madre: il grottesco duello emotivo tra dipendenza e dominio familiare
“Regina Madre” di Mario Santanelli, diretto e interpretato da Alessandra Ferro con Claudio Chopper Camilli, è in scena al Teatrosophia fino all’8 febbraio 2026. Lo spettacolo si sviluppa tra comico e grottesco, portando sul palco il confronto serrato tra madre e figlio, due personalità fragili e conflittuali che si contendono la scena in un incalzante susseguirsi di scontri.
Alla base della trama si costruisce un’indagine psicologica che va oltre il tradizionale e tempestoso rapporto madre-figlio. La follia si trasforma in continui colpi di scena, nei quali il personaggio femminile conduce il gioco attraverso episodi inventati, ricordi veri o presunti, eccessi di collera e un costante invito alla competizione con la figura paterna.

Il figlio non riesce ad accettare le intemperanze di una vecchiaia fuori dagli schemi, che si manifestano nelle parole e nei comportamenti della madre, e con atteggiamento subdolo tenta di aggirarla e sovrastarla senza mai riuscirci. La sua dipendenza da farmaci e droghe compromette ogni possibilità di autocontrollo, generando allucinazioni di antropofagia e scatti di violenza sempre sull’orlo del matricidio. Da uomo fallito tenta di proiettare questa condizione sulla madre, che invece lo smentisce con una sorprendente forza femminile.
La malattia della donna assume un ruolo centrale, diventando il terreno su cui si misurano le intemperanze di entrambi. La tragicità della pièce accelera quando la madre scopre che il figlio vuole scrivere un romanzo sulla sua malattia e sulla sua morte, intitolato proprio “Regina Madre”, lo stesso titolo dello spettacolo.

Il nome “Regina” restituisce inequivocabilmente la capacità, sia del personaggio sia dell’interpretazione di Alessandra Ferro, di dominare ogni sfumatura dei dialoghi, mantenendo — nonostante l’evidente iperbole della psicosi che pervade il duello scenico — una sorprendente verosimiglianza di una madre capace di esercitare un controllo totalizzante sulla vita della propria creatura.
Costruito con forte intensità emotiva, lo spettacolo funziona grazie alla sua abilità nel passare dalla violenza alla tenerezza, mantenendo una lucida coerenza drammaturgica.

Le musiche originali sono di Adriano D’Amico, il disegno luci è di Gloria Mancuso, l’assistente alla regia è Gianluigi Buttarelli, l’aiuto regia è Lucilla Di Pasquale, mentre la produzione è a cura dell’associazione Ferro e Fuoco.
Claudia Quintieri
